TAZZA E ZEN…UNA TAZZA? E’ SOLO UNA TAZZA!

30 Maggio 2018   /   diMarina Iuele  / Categories :  filosofia di vita

Una tazza  è solo una tazza è la storia numero 3 del  mio primo libro

21 PICCOLE STORIE ZEN

è “Una tazza è solo una tazza“. Amo questo racconto perché non solo ribalta una consuetudine…ma anche perché mostra come siamo sempre concettualmente convinti della bontà di una certa filosofia…un po’  meno spontaneo ci viene applicare quella stessa filosofia.

Ma andiamo per gradi.

QUALE CONSUETUDINE VIENE RIBALTATA IN “UNA TAZZA E’ SOLO UNA TAZZA”?

La consuetudine che sia il Maestro ad insegnare all’Allievo…perché qui accade esattamente il contrario: è proprio l’Allievo che porta per mano il Maestro a vedere quanto sia bravo a trasmettere teoria, ma poi si perda nella pratica (e dedico questo pensiero a tutti i Maestri…me in primis!)

Mi chiedo e vi chiedo: quanto siamo disponibili a farci ribaltare le nostre consuetudini? Lo dico perché la ricerca interiore  prevede, auspica e non può prescindere proprio da questo: la necessità di esser disponibili a cambiare punto di vista, continuamente!

La possibilità di trasformare quelle che fino a ieri erano certezze in nuovi punti di partenza…quanto siamo disponibili a vivere navigando in questo oceano di esplorazione?

Quanto la nostra cultura, la nostra società ci ha abituati  (e quanto ci autorizza!) al cambiamento, elemento di movimento insito nella vita stessa? Io rispondo per me: poco o nulla!

Riconosciamo come valori sommi l’immutabilità (del lavoro fisso…della relazione fissa…degli amici fissi…delle fisse abitudini…e già sto sentendo pesantezza a proseguire con questo elenco, dunque lo termino qui!)…ma l’immutabilità ce la siamo inventata noi!

L’immutabilità non esiste!

Osserviamo la Natura: ti par di vedere qualche essere che IMMUTATO prosegue la sua vita eterna?

Se qualcuno ha esempi da farmi…mi fa un grosso favore, perché io a voi non so farne alcuno!

Dunque: possiamo allinearci alla Natura ed osservare che di immutabile non c’è nulla? Una tazza è solo una tazza OSA ribaltare una abitudine secolare e anche solo per questo…GRAZIE!

Ma avviciniamoci un po’ di più alla storia….

In sintesi un bambino, il cui fratellino era stato sgridato aspramente dal Maestro…fa notare a quest’ultimo che…nulla è immutabile, che perfino gli oggetti così preziosi (e si riferisce alla tazza rotta dal fratello e regalata ai Maestri del monastero dall’Imperatore in persona) hanno una loro vita.

Ricorda al Maestro che glielo ha insegnato che “Un tazza è solo una tazza” e che un essere umano conta di più di un oggetto (vero signori  che dite “Ho una riga sulla portiera”…oh poverino! Hai una portiera sulla pancia! E soprattutto te l’hanno rigata!! Fa tanto male…immagino…).

Quel bravo Allievo mostra al suo Maestro i cocci rotti della sua tazza e gli mostra gli occhi pieni di lacrime del suo fratellino mortificato…ed il Maestro com-prende…e senza soverchie parole abbraccia il piccolino, riconoscendo in questo modo il suo errore.

Ma io non sono qui a fare lezioni a nessuno.

Io son qui a raccontarvi che…se scrivi un libro che si intitola

21 PICCOLE STORIE ZEN

poi l’esistenza ti mette alla prova

STORIA DI UNA TOVAGLIA E DI UNA MACCHIA DI CERA

Perché questo è successo a me.

Vuoi scrivere un libro sullo zen? E vediamo se hai capito!

Accadeva circa tre anni fa che io invitassi a cena la mia piccola ed adorata nipotina, che allora aveva 5 anni circa.

Per l’occasione avevo apparecchiato tavola in modo coloratissimo, come piace a lei, ed avevo anche posto al centro della tavola un candelabro perché la cenetta era a lume di candela, mica pizza e fichi!

Fatto sta che, nello spostare, a cena terminata, il candelabro spento, la mia piccolina ha lasciato cadere una goccia di cera sulla tovaglia…

I miei occhi sgranati le hanno fatto credere che avesse combinato un guaio irrimediabile!

Era mortificata, poverina, e per quanto io le dicessi che andava tutto bene…la mia energia, credo, emanasse dei “Mannaggialapupazza”…che secondo me echeggiavano nell’aria!

Ad un certo punto mi pianta addosso i suoi occhioni e mi dice : “Ma zia, in fondo è solo una piccola macchia…abbiamo tutto il resto della tovaglia che non è macchiato!” UNA TAZZA E’ SOLO UNA TAZZA!!

Questo pensiero mi ha schiaffeggiata…e ridestata, per fortuna!

Ho compreso ancor meglio il patema del Maestro e della sua tazza rotta…perché io, con tutta la mia ricerca e il mio studio sullo zen…ci ero caduta con tutte le scarpe!

Da allora ho conservato quella tovaglia e la uso regolarmente, con la sua macchia in bella vista,perché per me è un prezioso promemoria…il promemoria che l’Esistenza mi ha concesso di sperimentare grazie ad una bambina di 5 anni…una macchia di cera…e molti, molti altri metri di stoffa…immacolata.

 

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