Chi sono

17 Dicembre 2017   /   diMarina Iuele  / Categories :  

Necessario prologo

…dovrei dirti chi sono…ma la questione è proprio questa, secondo il mio sentire: io non lo so chi sono! Non ancora, almeno, non interamente…ed il senso della  mia costante ricerca è proprio questo: scoprire nuovi pezzi di me, per ri-unirmi il più possibile, utilizzando il tempo che mi è stato dato.

Voglio però raccontarti come sono arrivata fin qui…

Era un luminoso lunedi’ di febbraio…

Pioveva e faceva freddo, certo era febbraio. Ma non quel giorno, quel giorno gli astri accolsero questo piccolo Acquario ascendente Leone…con un tiepido e magnifico sole. Proprio al tramonto, per dimostrare che la vita giunge anche quando si avvicina la notte…nascevo io!

L’infanzia

Ero, sono sempre stata, una bimba meditativa…trascorrevo lunghe ore ad osservare il volo degli uccelli (da dove venivano? Dove andavano? E soprattutto…PERCHE’?).  Ricordo ancora che dalla casa dei miei nonni materni, vedevo una montagna. In cima a questa, svettava solo e unico un alberello, che a me pareva gracile, debole…eppure era nato! Eppure, solo e incurante della sua solitudine, cresceva, si mostrava al mondo. Io trascorrevo ore a guardarlo, a parlare con lui, a dichiarargli la mia ammirazione per il suo coraggio, la sua forza!

Questa ero io, un tenace fragile eppur così forte alberello.

Non mi sono mai sentita molto parte di questo mondo…ho spesso creduto, soprattutto da bambina, di esser capitata qui per sbaglio (o per punizione?), ho sempre sentito che io appartenevo ad un altro luogo, ad altra gente…perché non ho mai sentito o pensato come molti pensano o sentono…

Eppure dentro di me…forti sensazioni, talvolta ricordi di altri modi di esistere…c’erano…e ci sono.

Figlia primogenita di genitori che dal sud si sono trasferiti al nord, per cercar lavoro, ho vissuto respirando due modi di vivere, due culture, per molti versi opposte e non sempre complementari.

Sono figlia di contadini, sono un’orgogliosa figlia di due semplici contadini che mi hanno insegnato il valore della famiglia, dell’onestà e di come “guadagnarsi il pane” con il proprio lavoro.

Ho trascorso l’infanzia vedendo lavorare e lavorare e ancora lavorare, perché’ bisognava comprare la casa, poi assicurare gli studi a me e a mio fratello, che sarebbe nato tre anni dopo di me.

Ma sapevo fin da allora di esser destinata ad altri luoghi…anche se non sapevo quali

L’ingresso a scuola

A sei anni ho iniziato il mio percorso scolastico, nella mitica 1B, composta di 22 pupetti non troppo scatenati, e dalla giovanissima e dolcissima Maestra Anna, che ha segnato la mia vita, molto più di quanto potesse immaginare.

Scrivevo tanto e…parlavo tanto, forse anche troppo, visto che la mia maestra mi aveva soprannominata “l’Avvocatessa”, per riferirsi alla mia naturale attitudine a difendere i più deboli. Era più forte di me: se avveniva qualcosa che ritenevo ingiusto…io mi lanciavo a testa bassa alla difesa del principio, più che della persona, non riuscivo a starne fuori! Devo esser sincera? Lo faccio ancora oggi!

All’età di nove anni, durante una magnifica lezione di storia della Maestra Anna, la guardo e l’ascolto incantata e decido: anche io diventerò maestra.

L’ho fatto.

Le scuole superiori

Passano le medie…e  dopo aver pensato molto se iscrivermi al liceo classico…opto invece per l’istituto magistrale.

Mi segue la stessa sezione che mi era stata assegnata alle elementari ed entro, di nuovo,  nella  mitica 1B.

Trascorrono quattro anni densi di tante e tante esperienze, amicizie importanti che si consolidano, insegnamenti interessanti (alcuni)…noiosi altri (non volermene prof. Di religione…ma visto come si è sviluppata la mia filosofia di vita…non eravamo destinati ad “acchiapparci” noi due). Su tutti e fra tutti due incontri che segneranno la mia vita futura: la filosofia e il teatro. Il primo è l’incontro  con una materia che ha per sempre spalancato le porte dell’anima, da cui tutta la mia vera vita è partita, da cui è partita la ricerca spirituale.

L’ho amata fin dal primo istante. L’ho ri-conosciuta dal primo istante, l’ho compresa, bevuta e mi ha dissetata…fin dal primo istante.

E’ stato un amore grande, un dono inaspettato, è stato L’INIZIO DEL CAMMINO. Professoressa Mirella Balsanti…ovunque tu sia ora, hai e avrai sempre la mia riconoscenza, grazie!

Il secondo incontro è avvenuto in un modo magico e inatteso: ci avevano portati al Teatro Carignano di Torino a veder “Caligola”…quello che mi è accaduto, l’ho compreso dopo molto tempo, è davvero un salto dimensionale. Ricordo con precisione che stavo seguendo con attenzione ed interesse lo spettacolo…quando ad un certo punto non ho più visto niente…nè sentito niente (ma davvero!)…udivo SOLO i passi dell’attore sul palcoscenico…ed ho provato un piacere fisico che per me non ha mai avuto eguali…era il suono più rotondo, perfetto, caldo, completo che io avessi mai udito…volevo sentire per sempre quel suono! Volevo provare di nuovo e per sempre quelle elevatissime emozioni..(ci avrei messo altri dieci anni, però…)

E poi l’universita’

…che non ho concluso!

Sì perché  appena diplomata trovo lavoro in una scuola privata.

Ancor oggi mi dispiaccio di questo: mi spiace non aver concluso un percorso…ma evidentemente la mia strada mi chiamava altrove

Il lavoro

Dopo tre anni di lavoro in scuola privata decido di andarmene perché voglio entrare nella scuola di stato.

Inizia la mia via crucis come supplente, un giorno qua…un giorno là. Vedo nelle classi, colleghe utilizzare comportamenti ed atteggiamenti che, in alcuni casi, mi fanno rizzare i capelli: imparo CHE INSEGNANTE NON VOGLIO ESSERE! Sono grata a tutte loro, perché in un tempo relativamente breve comprendo CHE PROFESSIONISTA VOGLIO ESSERE…e già da allora so che mi sto prendendo una bella gatta da pelare!

Arriva la fine degli anni 80…e la situazione supplenze comincia a diventare critica, molto critica…

D’estate lavoro nelle colonie, ma lo stipendio è davvero basso.

Qualcosa devo inventarmi…

Il lavoro in ufficio

E’ così che decido di accettare la proposta fattami da un conoscente, dottore commercialista, di lavorare mezza giornata in ufficio da lui.

Si apre l’anno e mezzo più nero della mia vita lavorativa.

Devo far qualcosa per uscire da lì!

Il concorso

Nel 1990 esce il concorso magistrale, per classi di scuola elementare.

E’ giugno, ci sono gli scritti…li passo!! Piango dalla gioia e decido che studierò giorno e notte per portare a casa anche l’orale!

Mi chiudo nella casa di montagna di mia zia Francesca (grazie ancora zia!). Siamo io, i miei libri e la caffettiera da 18 tazze.

Studio davvero giorno e notte…non mangio quasi, ma bevo caffè come fosse acqua fresca. Nessuno mi regalerà nulla: io questo traguardo me lo devo guadagnare!

Arriva il giorno dell’orale:…vengo interrogata e…lo passo! Sono abilitata!

Di nuovo piango dalla gioia e sento che sto tornando sui binari della mia vera vita!

Il passaggio in ruolo

Rientro in settembre in ufficio, mi licenzio.

Dopo un anno di supplenze…arriva la tanto ambita chiamata: immissione in ruolo. Ai primi di settembre…firmo!

Entro nella scuola primaria…che allora si chiamava scuola elementare.

La carriera da insegnante

E inizia la mia carriera da insegnante, che solo sommariamente posso raccontare, perché è stata lunga e ricca di tante e tante storie.

Dopo una decina di anni su posto comune decido di vivere l’avventura di

Insegnamento del francese

Oui, j’étais un professeur de français!

Per 7 anni (ancora 7…)

Ho maturato esperienze professionali meravigliose! Ho partecipato come insegnante sperimentatrice al Portfolio internazionale delle lingue, ho prodotto, con una delle mie classi, uno spettacolo teatrale in lingua francese della durata di 70 minuti, per partecipare ad un Progetto Europeo  Socrates, con partners francesi e tedeschi, ho partecipato ad un convegno internazionale a Parigi, per lo scambio di metodologie didattiche con colleghi francesi e tedeschi.

Insegnante…degli insegnanti

Avendo sperimentato, nelle mie classi, l’insegnamento della lingua straniera attraverso il teatro, sono stata formatrice, in corsi di aggiornamento promossi dalla Scuola Polo Casalegno di Torino, per insegnanti di lingua straniera.

Sono anche stata TUTOR per la lingua francese, presso il Polo Casalegno di Torino.

Ho attivato, grazie alla lungimiranza e all’accoglienza di un Direttore Didattico a cui  ho il dovere ed il piacere di attribuire la lettera maiuscola,   un Progetto Pilota per il bilinguismo nella scuola primaria, in una delle scuole dove  insegnavo…

Grazie Direttore Andreone…riposi in Pace al di là del Velo.

Il rientro su classe comune

Dopo 7 anni di questa magnifica esperienza, la sapiente scuola italiana, decide che tutte le lingue comunitarie che non siano l’inglese, verranno gradatamente soppresse…e così il mio laboratorio…scompare.

Rientro su classe comune, dove ancora oggi sono…

Intanto parallelamente nasceva il secondo amore…il teatro

Ci ho messo dieci anni, come ho detto prima, a trovare il coraggio di iscrivermi ad un corso di recitazione…

Ho cominciato i miei studi teatrali nel 1992…non li ho ancora terminati.

Dopo i 3 anni di corso, avviene il primo dei mille miracoli che questa infinita avventura mi riserva: sono sul palco, durante il saggio del mio terzo anno di accademia, e vengo “notata” da un regista, oggi di fama internazionale, che alla cena di fine spettacolo mi precetta per assegnarmi la parte di coprotagonista nel mio secondo spettacolo (l’anno precedente, avevo già recitato  nel vaudeville “Tutti al macello” di Boris Vian con parte da coprotagonista). Tocco il cielo con un dito, mi impegno con tutta me stessa durante le prove, imparo moltissimo (lui è veramente straordinario…dal carattere impossibile, ma di una bravura rara!), assorbo come una spugna.

La nostra collaborazione durerà 5 anni, si prova incessantemente nei fine settimana (durante la settimana continuo a lavorare a scuola) e poi “si va su” talvolta in stagione invernale, talvolta in stagione estiva.

Son sue le regie delle mie “Tre sorelle” di Cechov, del “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare, la “Casina” di Plauto, una innovativa “Medea” di Euripide, un meno noto “Leonce e Lena” di Büchner, il più moderno “Buonanotte mamma” di Marsha Norman

L’inizio della mia attivita’ di regista

Intanto e parallelamente, inizia la mia attività di aiuto regista.  Assisto, seduta in terra, i miei ex insegnanti, mentre montano regie. Anche qui assorbo come una spugna, mi si spalancano, ogni volta, scenari sulla comprensione umana cui non avevo pensato…ogni volta è un viaggio strepitoso! Imparo, imparo, imparo!

Dopo altri 5 anni vengo “promossa” regista e in autonomia dirigo la mia prima regia, “Vigilanza stretta” di Genet, misurandomi, già dal principio, con un azzardo teatrale (raddoppio il numero dei personaggi…costruendo per ciascuno il proprio “negativo”) che molto racconta della mia voglia di esplorare strade nuove!

Seguono, per mio buon karma, numerose regie, mentre continuo, in parallelo, a lavorare con altri registi, come attrice.

Il teatro per i ragazzi

Nel corso degli anni, a scuola, ho curato tante attività di tipo artistico, soprattutto correlate al teatro. Ho curato la regia di diversi spettacoli per ragazzi, mediamente mettevo 100- 120 piccoli attori in scena, perché ho sempre considerato il teatro un DIRITTO di ogni bambino, non solo di quelli della mia classe. Sono nate così molte regie, fra le quali con maggior piacere ricordo “Aggiungi un posto a tavola”, “Il signor Buonaventura”, “Sogno di una notte di mezza estate” “Il signore degli anelli”, “Tascapan dell’avarizia” “unNataleinPoesia”

E finalmente…una scuola di recitazione tutta mia!

Cambia il millennio…cambio pure io!

Nel settembre del 2000 il teatro continua ad elargirmi doni e mi si offre la possibilità di aprire una scuola tutta mia! Insieme ad un amico caro, compagno di studi teatrali, nasce TEATRO 1, la mia scuola di recitazione!

Mi cimento così in un nuovo ruolo per me: divento insegnante di recitazione e dizione! Partono i corsi! Avendo le materie di studio portanti, divento direttrice artistica della scuola, il mio lavoro è anche quello di coordinare il lavoro dei miei colleghi, i contenuti delle lezioni, l’organizzazione di eventi.

Per 12 anni svolgo questo ruolo, aiuto tanti adulti (ne abbiamo contati qualche centinaio, alla fine del percorso) a ritrovare la propria parte bambina, ad accoglierla, a giocarci, a farle sentire che si ricordano di lei…che la vedono.

Sono anni meravigliosi! Non si guadagnano soldi (riceviamo solo un rimborso spese per la benzina), ma si guadagna CONOSCENZA DELL’UMANA SPECIE, che è il mio principale oggetto di indagine, da sempre. Si guadagnano sguardi grati, confidenze profonde, sblocchi di emozioni rimaste per troppo tempo congelate…si guadagna VITA!!

In questi anni sono anche la regista che chiude i corsi con gli spettacoli.

Alcune delle mie regie sono state: “Vi presento Giorgio”, “Déjeuner sul l’herbe” e “Kafka chi?” di Stefano Disegni, una divertente “Visita di condoglianze” di Campanile, “7 piani” di Buzzati, “Un sogno d’amore” di Williams, “La patente” di Pirandello, “Addio giovinezza” di Camasio, “Il malato immaginario” di Molière,  “L’orso” e “Domanda di matrimonio” di Cechov.

Nel 2012 chiudo la scuola…perché intanto il mio interesse di ricercatrice ha trovato nuovi spazi da esplorare

La ricerca spirituale

il 2009 è per me un anno di ulteriori, immense sorprese che mi capovolgono ancora una volta la vita.

Non solo divento zia di una meravigliosa nipotina…ma pubblico il mio primo libro. Per capir meglio, però, occorre fare un passo indietro.

Parallelamente a tutte le mie attività di insegnante, attrice e regista, coltivo, ed è per me prioritario, lo studio della filosofia…che diventa lo studio delle filosofie…il quale  sfocia nella ricerca spirituale, che mi coinvolge da quasi trent’anni.

Inizio col praticare il reiki, conseguendo il primo e poi il secondo livello, mi interessa la medicina alternativa, mi curo con prodotti naturali, comprendo quanto corpo e psiche siano connesse.

Partecipo a varie meditazioni, imparo la pratica del theta healing, inizio un faticosissimo lavoro su di me attraverso le costellazioni familiari, la psicogenealogia, il reconnective healing.

Parallelamente alla ricerca spirituale…un altro capitolo della mia vita mi viene a cercare…e si compie.

Come la ricerca spirituale ha trasformato il mio modo di percepire la vita

Non bastano parole per descrivere quanto la ricerca spirituale mi ha scavata (e mi scava), mi ha costretta a mettermi in discussione (e ancora mi invita a farlo), mi ha insegnato che nulla è immutabile e che posso in ogni momento SCEGLIERE DA QUALE ANGOLAZIONE GUARDARE LA VITA.

Che insegnante sono diventata

Innanzitutto la ricerca spirituale mi ha costretta a mettermi fortemente in discussione come insegnante. Oggi posso dire di non credere e quindi di non perseguire nel mio insegnamento, molti dei “valori assoluti” cui la scuola istituzionale fa capo.

Io NON SONO un’insegnante che dispensa sapere (dico sempre ai miei allievi che internet ne sa molto più di me…), ma PREFERISCO ESSER MEDIATRICE di tutto quel patrimonio di conoscenze e competenze che i bambini, se non li roviniamo con la nostra supponenza di adulti, già hanno…ed hanno solo bisogno di aver la libertà di recuperare.

Io NON SONO un’insegnante che racconta che è esistito il Big Ben…perché scientificamente non ne abbiamo prova ed io, come insegnante, non posso mentire! Spiego ai miei bambini che accanto a coloro che sostengono che le scimmie siano diventati uomini, oggi, altri studiosi e scrittori, avanzano teorie diverse…e li invito a non dimenticarsi di questo e ad  approfondire questi studi, quando saranno più grandi.

Io NON SONO una persona che crede che i bambini debbano imparare nel mio modo…ma mi sforzo io di comprendere come a loro PIACE imparare…perché imparare sia interessante e non barboso (io stessa, del resto, quando studio cose che mi interessano o presentate in modo che mi interessa…non faccio fatica!)

Io NON SONO un’insegnante che abbia la fregola di finire il programma, perché sento che è più importante badare al fatto che si impari con gioia…perché so che così non si dimenticherà più.

Io SONO un’insegnante che vuol sapere come stai…e se qualcosa ti turba sarà il tema della lezione di oggi…in quale materia rientra? Boh! Ora ci penso…

Io SONO consapevole di quale importantissimo, privilegiato compito l’Esistenza mi abbia assegnato, consentendomi di insegnare…e cerco di onorare al meglio, ogni giorno e malgrado la scuola (e l’ho detto!) il mio compito

Io SONO un’insegnante che sbaglia…e lo ammette coi propri allievi, dichiarando la mia umanità e permettendo così a loro di viversi la propria.

Io SONO un’insegnante che più passano gli anni di servizio…meno parla e più ascolta…

Io SONO una contadina, come mio padre e mia madre, semino…e spero che qualche seme, un giorno, diventi una splendida pianta.

I miei libri

Ma torniamo all’anno 2009. Tutti i miei interessi, i miei campi di indagine (la scuola, l’insegnamento, la pedagogia innovativa, il teatro, la filosofia, la spiritualità), confluiscono in una nuova possibilità creativa e comunicativa: la scrittura.

Esce il mio primo libro 21 PICCOLE STORIE ZEN, ed è il primogenito della Collana Storie d’Altrove, che ha il desiderio di narrare storie, che io estrapolo dalle antiche tradizioni di differenti Paesi del mondo.

In questi racconti, metto in evidenza gli insegnamenti spirituali, mai religiosi, che queste culture vogliono tramandare ai posteri. Sono Storie di antica saggezza, narrate dai Maestri, uomini saggi riconosciuti tali dal quelle culture.

21 piccole storie zen

Scritte utilizzando il linguaggio semplice e immediato della fiaba, hanno lo scopo  di far conoscere ai bambini i più importanti insegnamenti del pensiero zen, ricchi di valori universali e determinanti per la crescita di ogni bimbo. Tali insegnamenti sono rivisitati con il linguaggio semplice e immediato della fiaba e reinseriti in un contesto culturale più vicino alla loro realtà di vita.

21 Piccole storie zen sono dedicate ai bambini e alla  parte bambina che dimora in ogni Donna e in ogni Uomo.

7 grandi classici riscritti per te

narra fiabe e favole di casa nostra. Ho scelto 7 fiabe tra le più popolari della nostra tradizione, rivedendole e modificandole. Ciò che è rimasto volutamente intatto nella struttura dei racconti sono le prove di crescita che i bambini, nel loro percorso di vita, devono affrontare.  In loro aiuto, al posto delle punizioni, sono stati introdotti gli insegnamenti dei Maestri, scritti in rima. La presenza di tali insegnamenti offre la possibilità di utilizzare un differente modo di affrontare le prove, che è più adatto ai nostri tempi, che sostituisce i divieti con il permesso di sperimentare e che insegna che siamo responsabili delle strade che scegliamo di percorrere.

18 storie dall’india

protagonista, qui, è la cultura indiana, presente con storie provenienti dal nord, come dal sud di questo antico e complesso subcontinente.

E’ un viaggio esotico, illuminato dalla presenza degli insegnamenti dei Maestri spirituali, di cui questa terra non difetta affatto. Storie per bambini…ma che per esser raccontate devono prima esser comprese dagli adulti.

13 storie dagli antichi imperi

Ecco la quarta pietra della Collana Storie d’Altrove.

Le storie raccolte in questo libro, traggono ispirazione da alcuni miti e leggende delle tre principali civiltà mesoamericane: atzeca, incas e maya. Vi si incontrano stupefacenti similitudini con racconti già uditi in altre parti del Mondo, a mostrare, una volta ancora, lo spirito della  Collana  che insegna che 

In lak’ech

(io sono un altro te stesso)

 

E sono arrivata qui

 

…nel qui e ora vorrei chiudere il cerchio con poche parole, come credo siano poche le parole che contengono Verità.

Chi sono?

Nel qui e ora IO SONO uno spirito libero.

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